Diario di Bordo di un medico italiano in Francia- aggiornamento capitolo formazione

Vorrei pubblicizzare il “BLOG UN MEDICO ITALIANO IN FRANCIA” , ….!!

E’ un vero e proprio un Diario di Bordo di un medico italiano in Francia.

Potete trovare consigli e informazioni utili per la francia…

Il sito e’ il seguente: http://www.medicoinfrancia.blogspot.com

a questo link la seconda parte del capitolo formazione aggiornato!!!

http://medicoinfrancia.blogspot.fr/2012/03/medicina-e-formazione-in-francia-3.html

Sotto trovate un anticipazione di alcune informazioni

Medicina e Formazione in Francia 3

Ciao a tutti, qui in Linguadoca oggi c’è un sole meraviglioso, sembra che la primavera stia davvero arrivando.

E’ bellissimo la mattina quando arrivo al parcheggio del personale dell’ospedale (il mio CHU sta su una collinetta dominante tutta la città) sentire l’odore del boschetto intorno e il cinguettio degli uccelli, peccato che dopo poco secondi sono già al lavoro :(.
Torniamo alla descrizione delle varie possibilità offerte da quello che sembra essere il primo sistema sanitario al mondo per qualità e solidarietà delle cure (classifica WHO. L’Italia è seconda ma solo per solidarietà delle cure).
Penso abbiate ben compreso che in Francia ci sia una “medicopenia” stravolgente, destinata a durare fino al 2020 apparentemente.
Le università francesi d’accordo col rispettivo sistema sanitario mettono a disposizione per gli specializzandi stranieri uno status definito F.F.I. (faisant fonction intern = facente funzioni specializzando) retribuito a 1300 euro fisse al mese, che incrementano necessariamente con le guardie, pagate come quelle degli altri specializzandi.
Gli FFI in realtà sono trattati come dei veri e propri specializzandi francesi, una volta integrati nel reparto, e senza  ombra di dubbio gli stranieri intracomunitari vengono corteggiati a continuare a lavorare ed eventualmente a restare.
Ovviamente è bene che comprendiate che sono dei posti, come d’altro canto tutti gli altri status esistenti, che rientrano nel capitolo di spesa dell’amministrazione sanitaria e del reparto, quindi da CHU a CHU e da reparto a reparto cambia la disponibilità.
Normalmente l’FFI è destinato a coloro che non hanno ancora il “diplome”, cioè la laurea e vi ricordo che qui in Francia, come ho già spiegato, il titolo di medico lo si acquisisce alla fine della specializzazione con un’unica tesi.
Teoricamente quindi a coloro che vengono dagli altri paesi europei o extra, ma già in possesso della laurea in medicina e chirurgia riconosciuta in “transalpinolandia”, hanno diritto non più al posto di FFI, bensì a quello di Attaché (assistente del reparto), con remunerazione fissa di 2100 euro e guardie pagate a 240 euro nell’infrasettimanale e sabato e domenica intorno alle 450 (parlo di cifre lorde, ma cmq ottime no?).
Purtroppo questo non è sempre vero. Infatti non sempre per coloro che dispongono già di una laurea in medicina, già riconosciuta a livello europeo e Francia quindi, viene proposto sin da subito l’Attachè.
Questo infatti dipende tanto dalla disponibilità economica del reparto e soprattutto dalla volontà del primario (che in Francia è quasi più importante del direttore generale!).
Da un lato questo è ottimo perchè chi arriva in questo sistema e non conosce le metodiche di lavoro, la lingua e le procedure e si trova ad iniziare con un FFI è abbastanza protetto. Potrà imparare e lavorare come uno specializzando francese qualsiasi, con un carico di responsabilità ridotto.
Vi ricordo che se fate uno stage in Francia, durante la vostra specializzazione italiana (avete 18 mesi da poter fare fuori dalla vostra struttura originaria se il consiglio della vostra scuola ve lo consente), della durata superiore a 6 mesi almeno e vi hanno accordato un posto da FFI potrete guadagnare 1300 in Francia (senza contare le guardie) e 1800 in Italia. Ovviamente l’Italia non deve essere a conoscenza della vostra rendita nell’Esagono altrimenti sono cazzi!!! Definitemi pure fomentatore di popolo e verso la frode, ma sicuramente non sono un falso e cmq a voi la scelta ;).
In ogni caso ricordatevi una cosa, non badate troppo ai soldi se avrete il coraggio di lasciare l’Italia per un periodo, se non a quelli necessari per vivere, pensate alla vostra formazione!!! Io ho cominciato self-sponsored abitando in uno degli internat dell’ospedale (esperienza fighissima), poi le altre cose sono venute da sole.
Quando un primario nota che arrivate alle 8 insieme a lui ed andate via alle 20 o oltre, mentre alle 18:30 gli specializzandi sono già belli che andati via e che partecipate agli staff multidisciplinari, interagite, proponete, preparate lezioni e le fate voi stessi, insomma che vi lanciate come ho fatto io, non può non proporvi di restare! Hanno bisogno di gente di carattere ed apprezzano gli italiani più degli altri stranieri e poi… per i maschietti a cui piacciono le francesi (io non sono fra questi) col nostro accento italiano in francese, si fanno davvero tante, ma tante “vittime” 😉 (certo… pensate un attimo al fatto che non c’è il bidet però! bleah! :D)
Gli specializzandi francesi ragionano nel mio caso così: medicina, radiologia= privato= soldi, tantissimi soldi.
Nessuno vi impedisce di guadagnare all’infinito sin da subito, c’è carenza anche nel privato qui, ma a dipende tanto dalle vostre scelte e da quello che volete nella vostra vita. Gli stipendi ospedalieri non sono male qui anche se si lavora di più che in Italia (da noi 6h al giorno, qui il turno è 8/18:30).
Spero di essere stato utile. La prossima volta credo di poter cominciare a chiudere il capitolo Medicina e Formazione in Francia.
Categorie: Giovani Medici, medici, Sanita'| Tag: |1 commento

Navigazione articolo

Un pensiero su “Diario di Bordo di un medico italiano in Francia- aggiornamento capitolo formazione

  1. Mi stupisce il fatto che i neolaureati oppure gli specializzandi italiani, sapendo di questo vantaggio ed essendo così brontoli (soprattutto adesso con la crisi) non se ne vanno… anche se un per un breve periodo. Io sono italobrasiliana, ma con tutta la formazione in Brasile (Medicina Interna e Dermatologia; sì, in Brasile esiste quest’obbligo, di essere un’internista prima di entrare alla specialità, con pochi eccezioni), e ho appena ottenuto il riconoscimento della laurea in Italia, e adesso l’Albo. Non scappo al volo perchè non so un capero di francese… chissà in un futuro prossimo. Peccato non avere un’accordo tra Francia e Brasile, ne sarebbero tanti di far piovere! grazie della condivisione di esperienza e in bocca al lupo 😉

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com.Chiudi sessione / Modifica )

Stai commentando usando il tuo account Google.Chiudi sessione / Modifica )

Stai commentando usando il tuo account Twitter.Chiudi sessione / Modifica )

Stai commentando usando il tuo account Facebook.Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: