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Giovani Medici (SIGM): no al numero chiuso, sì al numero programmato

<<Non è l’abolizione del numero chiuso la soluzione alla carenza di medici in Italia, prospettata dalla FNOMCeO sulla base dei dati sui trend demografici della professione medica. Le ragioni di tale fenomeno sono riconducibili ad una non ottimale programmazione del fabbisogno di professionalità mediche, unitamente all’attesa media di occupazione pari a 15-16 anni (non includendo i limiti alle assunzioni imposti dai Piani di rientro) per uno studente italiano che si iscrive al primo anno di Medicina>>. Lo afferma il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), intervenendo sul dibattito scaturito a seguito della diffida a “far cessare gli effetti lesivi del diritto allo studio e alle professioni”, con particolare riferimento all’accesso alle Facoltà mediche, che il Codacons ha indirizzato al Ministero dell’Istruzione, università e ricerca. <<Quello medico è l’unico ambito in cui il diritto allo studio trova un limite naturale nel diritto alla salute dei cittadini>>. Lo dimostra l’esperienza del fenomeno della Pletora medica, conseguente all’accesso incontrollato alle Facoltà Mediche, registratosi tra gli anni ’80 e ’90: il sovradimensionamento del contingente di medici, sia per la mancanza di spazi occupazionali, sia per la non sempre qualitativamente ottimale formazione conseguente a oggettivi problemi di carattere organizzativo, ha creato una generazione di medici che hanno progressivamente perduto le motivazioni iniziali che li avevano spinti ad intraprendere l’impegnativo percorso della medicina; tutto ciò a discapito della qualità delle prestazioni erogate e quindi della salute dei cittadini. La programmazione quali-quantitativa delle professionalità mediche deve essere funzione del bisogno di salute espresso dalla popolazione e non delle potenzialità formative delle Università. A riguardo il S.I.G.M. propone l’istituzione di Osservatori Regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici perché <<è sempre più necessario dotare le Regioni di strumenti intelligibili per effettuare una programmazione coerente e che abbia capacità di adattarsi all’evoluzione continua del dato epidemiologico>>. Al pari, si dovrebbe procedere al generale riordino del sistema formativo-professionalizzante del medico, dal corso di laurea  in medicina al post-lauream, allineando al contesto UE i tempi medi di ingresso dei medici italiani nel mondo del lavoro. Ciò anche al fine di contenere il trend in ascesa di giovani medici italiani che emigrano all’estero non soltanto per completare la propria formazione ma, sempre più, per trovare lavoro alla luce dalle maggiori possibilità in termini tanto di progressione di carriera quanto di arricchimento professionale, sociale ed umano. Infatti, oltre ad una retribuzione sensibilmente più elevata rispetto a quelle offerte in Italia, all’estero si ha la possibilità di avere un contratto “permanent” (a tempo indeterminato) nel giro un anno o due al massimo. Un medico Italiano è in genere assunto dal SSN ad un’età in cui un medico inglese diventa “consultant”, ovvero cessa il rapporto come dipendente, per diventare una forma di consulente e libero professionista. Il SIGM propone di anticipare nel contesto del corso di laurea in medicina e chirurgia il tirocinio professionalizzante dell’esame di stato (laurea professionalizzante) e rendere abilitante alla professione il concorso di accesso alla specializzazione (parimenti al concorso annuale per l’accesso al corso specifico di medicina generale): i vincitori del concorso ed i non vincitori, a patto di superare una soglia minima, conseguirebbero in tal modo l’idoneità all’esercizio della professione. Il SIGM è anche a favore dell’adozione di un sistema a graduatoria unica su base nazionale, in modo da introdurre criteri di valutazione quanto più possibile oggettivi ed uniformi ai fini dell’accesso alla formazione medica. Il tutto a patto che tale riforma sia sostenuta dagli idonei strumenti necessari per eliminare le differenze di reddito e sostenere gli studenti ed i medici più meritevoli e capaci. <<I Giovani Medici chiedono che venga istituito un tavolo tecnico interministeriale, Università e Salute, che possa elaborare una proposta di riordino dell’attuale sistema formativo-professionalizzante del giovane medico, che dovrebbe fondarsi su  rete formativa integrata tra Università, territorio ed ospedali>>.

www.giovanemedico.it

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Guardia notturna per sette euro l ora

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Giovani medici a confronto: meno politica e più merito nella Sanità del futuro

 

ROMA. Meno politica e più Merito nella Sanità del
futuro: questo il filo conduttore della Conferenza Nazionale Programmatica
del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIMG), l’Associazione Italiana dei
Giovani Medici che si apre oggi a Roma, a partire dalle 15, nella Sala
Conferenze della Fondazione EMPAM.
E’ un settore molto ampio quello dei giovani medici italiani: 23 mila quelli
in formazione specialistica, 1.500 in formazione specifica di medicina
generale, diverse migliaia i medici impegnati nella ricerca: di questi ogni
anno si avviano all’esercizio della professione circa 8.000 specialisti, 500
specialisti in medicina generale, che si aggiungono alla fetta di precariato
che si va sempre più ingrossando. Basti pensare a titolo esemplificativo che
meno dell’1% dei medici di medicina generale titolari hanno età inferiore ai
40 anni! Tutto ciò in un contesto variegato di Regioni virtuose e di altre
costrette ad attenersi ad incontestabili Piani di rientro, in un contesto
assistenziale che si apre alla sfida della Medicina Globale e del Governo
Clinico.
Il SIMG in qualità di realtà associazionistica si prefigge di portare a
sintesi e presso le istituzioni competenti le istanze dei giovani medici-chirurghi
italiani (specializzandi, specialisti ospedalieri e libero professionisti,
ricercatori, medici in formazione specifica di medicina generale, ecc.).
A Roma i delegati delle sedi SIGM si incontreranno per affrontare in presenza
delle istituzioni governative, politiche e accademiche le principali
tematiche di attualità per la categoria. Tra queste: concorso e diritto di
accesso alle scuole di specializzazione, formazione medico specialistica,
formazione e status del medico in formazione specifica di medicina generale,
accesso dei giovani medici alla ricerca, semplificazione burocratica e
normativa, accesso al mondo del lavoro e tutela previdenziale, criteri di
selezione per l’accesso al ruolo di dirigente medico.
“Il SIGM vuole rappresentare un movimento di pensiero che rinnovi nello
spirito la medicina Italiana, oltremodo condizionata da interferenze esterne,
in primis dalla politica e dal sindacalismo. – afferma Walter Mazzucco,
Presidente Nazionale del SIGM.- Il Giovane Medico prima ancora di affacciarsi
alla professione, inoltre, si trova ad affrontare i disservizi connessi ad
una deriva burocratica il cui emblema è l’esame per l’accesso alle scuole di
specializzazione, espletato con ritardi non degni di un Paese Civile negli
ultimi 5 anni accademici. Inoltre, i Giovani Medici sono le vittime
sacrificali tanto della mancata valorizzazione del criterio meritocratico in
ambito di selezione della dirigenza medica, quanto dello stato di precariato
in cui versano, per non parlare dell’assenza di garanzie per il loro futuro
previdenziale”.
“L’impegno dell’Associazione è volto a non far disperdere le motivazioni
iniziali che hanno indotto i giovani ad intraprendere il lungo percorso
formativo della medicina, salvaguardando l’attenzione alla cura della persona
globalmente intesa, prima ancora che al paziente-utente.” – sottolineano dal
Comitato Organizzatore della Sede SIGM di Roma, composto da Martino Trapani,
Marco Mafrici e Francesco Macrì. – Vogliamo creare i presupposti per superare
gli steccati posti dalla ultraspecializzazione e dalla mancanza di una
cultura di sistema e di rete, criticità queste che producono quotidianamente
carenze, disservizi e spreco di risorse”,

Programma reperibile su www.giovanemedico.com, www.sims.ms,
www.giovanimedici.com

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SICILIA: A ERICE CORSO PER FUTURI DIRETTORI SANITARI ITALIA

(AGI) – Roma, 8 apr. – Un corso che nasce dall’esigenza di
rappresentare i diversi aspetti caratterizzanti l’attivita’ del direttore
Sanitario negli ospedali italiani. Autorevoli relatori provenienti da
realta’ ospedaliere diverse, ma con esempi d’eccellenza,
permetteranno di portare aspetti gestionali all’attenzione di giovani
medici provenienti dalle scuole di specializzazione in Igiene e
medicina preventiva di tutta la penisola. A Erice si svolgera’ il primo
corso a livello nazionale, recita una nota, come “gestire l’ospedale”,
organizzato dal dipartimento di Scienze di Sanita’ Pubblica
dell’Universita’ Sapienza di Roma. In occasione dell’apertura dei
lavori, tra le autorita’ regionali siciliane e delle associazioni
scientifiche nazionali, la presenza del Rettore dell’Universita’ La
Sapienza, Luigi Frati e’ la dimostrazione dell’impegno ultraventennale
dell’ateneo romano, nella formazione dei diversi Direttori sanitari
attualmente impegnati nella gestione ospedaliera in tutta Italia.
Maurizio Mauri nella prima giornata presentera’ “L’assistenza

ospedaliera presente e futura”, tutto basato sulla creazione di “una

cura non piu’ preventiva ma predittiva”, infatti e’ cambiata la
medicina, sul piano filosofico nell’impostazione da medicina
caritatevole a medicina sociale, sotto il profilo scientifico da medicina
sistematica (che si rifa’ al modello anatomico-funzionale di Virchow) a
medicina molecolare (modello genomico). Tra gli iscritti, molti
specializzandi siciliani, precisamente 21 medici in formazione
specialistica aspiranti direttori sanitari in rappresentanza delle tre
Universita’ siciliane (Palermo, Messina e Catania) che si impegnano a
fornire una formazione aperta a ogni confronto, in termini di
managerialita’ ad altissimo livello. Tra gli organizzatori, un medico in
formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva Siciliano
Martino Massimiliano Trapani, gia’ impegnato in un percorso
formativo presso la Direzione sanitaria del Policlinico Universitario
Umberto I di Roma, considerato per diverse ragioni, il piu’ complesso
a livello europeo. Sempre, proveniente dalla direzione sanitaria del
Policlinico romano, Emilio Scalise, vicedirettore sanitario, che oltre a
coordinare il gruppo di organizzatori, in qualita’ di esperto in
maxi-emergenze ospedaliere, affrontera’ un argomento purtroppo
divenuto negli ultimi giorni ancora di attualita’, per il terremoto che ha
coinvolto la popolazione abruzzese: la risposta ospedaliera a livello di
medicina delle catastrofi. Ogni ospedale, anche se di piccole
dimensioni, e’ al centro di responsabilita’ difficilmente prevedibili. Il
direttore sanitario e’ un medico, chiamato ad assicurare competenze
multidisciplinari, difficilmente quantificabili in termini di contenuti,
per la continua evoluzione e aggiornamento. A Erice, nel Centro
scientifico Majorana del direttore scientifico Antonino Zichichi, si
produrra’ un contributo scientifico ad altissimo livello.

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