Dimmi come mangi (e bevi) e ti dirò chi sei:

Due bicchieri e mezzo di vino al giorno uniti alla dieta mediterranea come “elisir” della salute. Lo dicono medici ed esperti di vini ad un convegno che si è svolto all’Umberto I che trattava il problema delle cattive abitudini alimentari nei giovani d’oggi.

Il timballo di maccheroni servito

da tre servitori su un vassoio

d’argento, durante il pranzo

dato dal Principe di Salina, nel famoso “Gattopardo”

di Tomasi di Lampedusa, è uno dei

primi piatti più celebri nella letteratura italiana.

L’oro brunito dell’involucro, una sorta

di glassa, il profumo di zucchero e cannella

che si sprigiona, il vapore carico di aromi:

squarciando la crosta si intravedono fegatini

di pollo, uova sode, prosciutto, tartufi. Tutti

i commensali dimenticano le buone maniere

per lanciarsi sul prelibato pasto, assaporando

i sapori di una dieta che più mediterranea

non si può. E proprio di dieta mediterranea

hanno parlato medici ed esperti enologi durante

il convegno che si è svolto all’Umberto

I, il 18 aprile scorso: “Alimentazione dei

giovani studenti: il ruolo fondamentale della

dieta mediterranea”

. I ritmi della società

moderna hanno trasformato il pranzo in un

momento fugace e si diffonde soprattutto tra

i giovani, il

bindgedrinking (baldoria-bevendo).

Il pranzo è una pausa pasto, durante la

quale si continua a parlare di lavoro, non è

un momento produttivo. Sempre più diffuso

il fuori pasto (patatine, snack al cioccolato,

pizzette) e il pasto “light”, con un ridotto contenuto

di lipidi, le carni magre, e si riduce il

consumo di frutta e verdura. Abitudine tutta

americana che ha portato alla “globesità”,

quando in altri paesi si ripropone la nostra

dieta mediterranea: un occhio alla bilancia

ma soprattutto alla salute. In Italia, una persona

su 10 è obesa; molti ricorrono a diete

“fai da te”, che possono portare ad un calo

ponderale ma vengono meno le corrette abitudini

alimentari che stanno alla base di una

dieta bilanciata. Il termine dieta viene dal

greco “diaita”, “modo di vivere”, non significa

restrizione alimentare. Una dieta equilibrata

prevede un buon apporto di frutta e

verdure (almeno 5 porzioni nell’arco della

giornata) e una riduzione di zuccheri e dolci

e di succhi di frutta. Evitare le carni grasse

e i salumi, le margarine, che aumentano il

colesterolo, usare il buon olio extra vergine,

abbondiamo in cereali il pesce, anche surgelato

(quello azzurro contiene i preziosi grassi

insaturi omega 3 in quantità anche superiore

che quello bianco!), i legumi, ricchi di ferro,

il latte. Poco sale, niente fritti a favore

della cucina a vapore, al forno, al cartoccio

e beviamo molta acqua… senza disdegnare

il vino! Giuseppe Trapani, gastroenterologo

ed enologo, probabilmente consiglierebbe

“un buon rosso sui 12 gradi, due bicchieri

e mezzo al giorno, durante i pasti e non prima

dei 18 anni, a sviluppo inoltrato”. Ma

la tendenza che preoccupa maggiormente

è l’abuso di alcool tra i giovani. “Si sta

diffondendo una vera e propria cultura del

bindgedrinking, cioè fare baldoria bevendo

– dice il dott. Martino Massimiliano Trapani,

Consigliere d’Amministrazione della Sapienza,

Università di Roma – ma l’uso sconsiderato

di alcolici può provocare patologie

come la cirrosi, oltre ad essere un pericolo

per gli altri, quando questi ragazzi si mettono

al volante”.

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